ASSOCIAZIONE SCUOLA WALDORF FIRENZE

LA
SESTA CLASSE (1° media)
In genere la crescita del fanciullo che si affaccia in VI
comincia a vedersi sul suo scheletro. Le membra si
allungano e il bambino assume movimenti goffi e angolosi.
Le differenti tematiche indicate nel piano di studi
–
storia documenta e sequenziale, geografia dell’Europa,
geometria, matematica legata all’economia, scienza con un
approccio fenomenologico, giardinaggio, falegnameria
– divengono un paradigma per quella ricerca sulla natura
che ognuno a questa età è portato a inaugurare,
innanzitutto per comprendere, o meglio per dare un senso
alle trasformazioni del proprio corpo e al tempo stesso per
dare un po' di zavorra ai nuovi prepotenti slanci della
volontà.
A
quest’età l’insegnante si propone di lavorare con i ragazzi
orientandoli verso il mondo esterno.
Le loro nascenti capacità critiche devono essere
indirizzate all’osservazione del mondo della natura da un
punto di vista scientifico;
si deve dar loro la possibilità di incrementare l’interesse
crescente per i rapporti con gli altri, facendo loro
assumere responsabilità all’interno della comunità della
classe.
LA
SETTIMA CLASSE (2° media)
Nell classe VII gli alunni sono dei tredicenni, quindi
adolescenti. Insieme ad un forte desiderio di indipendenza
e di solitudine essi provono ansia, eccessiva sensibilità
emotiva.
In genere i ragazzi e le ragazze hanno modi diversi per
affrontare questi stati d’animo. Gli argomenti presenti nel
piano di studi rispecchiano sia la ricerca esteriore nei
confronti del mondo che il cammino interiore:
in storia si studiano i viaggi e le esplorazioni; nella
lingua materna si evidenziano il comportamento linguistico
e lo stile; in chimica e fisica si trattano la combustione
e la meccanica.
Tutte le conoscenze relative alle scienze sperimentali
(fisica
e chimica),
poggiano dal punto di vista metodologico, sul processo:
esperienza diretta di laboratorio con il personale
coinvolgimento degli allievi, a cui seguono relazioni
individuali, deduzioni collettive ed infine estrapolazione
delle leggi che governano i fenomeni osservati.
L’insegnante dovrebbe fornire agli adolescenti nuovi punti
di vista, soprattutto indirizzando la loro attenzione verso
la realtà circostante.
A quest’età è importante per la classe avere consapevolezza
che i suoi componenti sono sia cittadini del mondo che
individui con responsabilità sociali.
L'OTTAVA
CLASSE (3° media)
A quattordici anni gli allievi sono nella loro piena
adolescenza;
a livello fisico e psicologico i cambiamenti sono ben
definiti.
A quest’età comincia ad avere significato il mondo delle
idee; le capacità critiche di un quattordicenne sono
notoriamente assai acute e alcuni aspetti del sistema
generalmente accettato – in particoalre le regole – sono
sottoposti ad un esame dettagliato. A far da contrappeso a
questa tendenza critica c’è la “ragionevolezza” del
ragazzo.
Se non si guarda soltanto ai loro comportamenti esteriori
si può riconoscere che sia i ragazzi che le ragazze
affrontano una prospettiva nuova e sconosciuta con menti
acute, con cuori teneri e membra che lottano per trovare un
punto di equilibrio.
Nella didattica un forte accento deve essere posto sui temi
culturali, geografici, storici e attuali. Il dramma è il
tema fondamentale di questo periodo. L’intero ottavo anno
sarà dedicato alla preparazione di una rappresentazione
teatrale, ai suoi costumi e alle sue scenografie.
L'obiettivo
del triennio, sempre da precisare e confermare in sede di
riunione di classe nell'accordo tra maestri e genitori, è
che al termine del ciclo i ragazzi, accompagnati dai
genitori, siano in grado di esprimere una volontà matura
riguardo al seguito dei loro studi, e che siano quindi
provvisti degli strumenti necessari ad affrontare qualunque
tipo di scelta.