ASSOCIAZIONE SCUOLA WALDORF FIRENZE


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LA PRIMA CLASSE

Quando il bambino arriva in prima classe, è in un’età in cui lo stupore e l’ammirazione per ciò che lo circonda caratterizzano pienamente il suo essere.E’ quindi veramente fruttuoso per l’insegnante lavorare sulle elevate potenzialità immaginative del bambino.
Se gli si accostano esempi che richiamano immagini viventi (il fuoco, il cielo, una mela) sarà più facile per lui l’approccio alla scrittura o all’aritmetica.
Cosicchè la montagna incantata della storia che racconteremo, diverrà immagine chiara e vivente per i bambini e la lettera “m” con cui inizia la parola montagna verrà proposta in filastrocche, canzoncine o poesiole (Martino il mugnaio mangia sempre la mia marmellata di mirtilli). E che sorpresa per i bambini scoprire che la forma della m assomiglia in effetti alla forma di una montagna.
Educare in modo artistico significa creare e far creare immagini al bambino nelle varie materie.

LA SECONDA CLASSE

Come al bambino fino ai sette anni bisogna dare “l’esempio fisico” che egli possa imitare compiendo azioni che abbiano “buon senso”, così nell’ambiente del bambino nel secondo settennio, deve essere introdotto tutto ciò che per intimo significato e valore possa prendere per modello. Così come nel primo settennio il bambino guarda e imita, nel secondo egli contempla spiritualmente le azioni e le persone che lo circondano. Il tema di questo settennio è il conformarsi ad un modello di autorità. In questi anni è importante che il bambino possa avere qualcuno che susciti in lui “venerazione”, un sano spirito di emulazione.
Per questo motivo in seconda classe, la crescita del bambino viene accompagnata con la storia delle vite dei santi, quali personificazione della forza morale ed intellettuale. Non più fate, folletti, orchi e “grulli”, ma uomini reali il cui esempio è fonte di ispirazione per i bambini. Uomini umili, la cui forza morale e la consapevolezza di appartenere ad una realtà più grande di quella terrena, hanno saputo contrastare papi e re, soggiogare e addomesticare fiere, comunicare con la natura ascoltandone il lieve sussurro.

LA TERZA CLASSE

Un altro traguardo importante nella vita del bambino è rappresentato dal nono anno.
Il bambino comincia a guardarsi intorno con rinnovato interesse e sente intimamente di non essere più
“parte del tutto”. Avverte come una sorta di “caduta”, un distacco dall’universo protetto dell’infanzia.
Il filo conduttore in terza classe è così rappresentato dal racconto dell’
Antico Testamento, l’inizio della storia culturale del mondo. La curiosità del bambino si traduce nell’osservazione dell’ambiente circostante, ed è per questo motivo che in terza si introducono nuove discipline come la geografia, le scienze umane integrate (i mestieri) e in campo linguistico, la grammatica.

LA QUARTA CLASSE

La quarta classe è una conferma e un compimento dello sviluppo che il bambino comincia con il nonno anno, il così detto “rubicone”. L’individualità del bambino si fa sentire! L’ IO è giovane, forte e “non educato”. I bambini vivono forti emozioni e contrasti. Per questo momento, il piano di studi della scuola Waldorf, suggerisce la Mitologia Nordica. Gli dei s’incontrano e si scontrano. La luce divina si spegne, ma gli eroi combattono con coraggio e forza per conquistarla.
Diventando più coscienti di se stessi, i bambini possono confrontare e scoprire il mondo.
Il loro orizzonte viene allargato con il supporto delle materie scientifiche: geografia, antropologia e zoologia, grammatica e matematica.

LA QUINTA CLASSE

Con la nascita del pensiero greco-latino sorge l’impulso nell’uomo di creare, nel mondo sensibile, un terreno in cui lo spirito potesse venire espresso nella sostanza fisica in forma perfetta. L’arte greca è l’esempio esplicito di tale aspirazione.
Come per l’uomo greco il bambino di 10-11 anni entra in possesso di molte facoltà terrestri, seppur in lui l’elemento spirituale-immaginativo sia ancora molto presente. Si genera così , in questa fase di sviluppo, un equilibrio tra forze del proprio Io e forze dello spirito: è
l’armonia greca.
Apollo, Zues, Afrodite, Athena, verranno gradatamente fatti incontrare al bambino di quinta classe, proprio perchè le loro gesta semi-umane rispecchiano l’equilibrio tra Io e fisico presenti adesso in lui. L’elemento individuale dell’essere umano, che si rafforza nel bambino proprio in questo anno di età, ci viene mostrato da Omero con Ulisse, l’eroe astuto che attraverso la forza del proprio pensiero sconfigge la città di Troia.
Un altro elemento fondamentale è
l’idea di bellezza, che riconduce tutto come un leit - motive allo stato di equilibrio presente nel bambino, suscitando in lui armonia e perfezione: